(English version coming up soon).
Il Cairo 16 dicembre 2007
Caro Lionel,
Ti prego di ringraziare le persone che hanno messo a disposizione la somma che mi invierai a favore dei poveri.
Oltre quindici anni fa cominciai per caso l’attività delle adozioni a distanza. Una signora mi chiese di adottare un bambino. Trovai una ragazzina di cinque anni, ora già sposata. Con il tempo le adozioni sono arrivate a oltre duecentoventi.
Lasciando Gerusalemme consegnai tutto ad un altro frate e decisi di non continuare più questa attività, per diversi motivi che non sto qui a spiegare.
Ho chiuso la porta e ora, come si suol dire, vieni tu dalla finestra con la tua offerta per i poveri. Non posso dire di no! Ho visto molte difficoltà in Terra Santa. La realtà del Cairo è molto peggiore. È difficile dire di no quando ti trovi davanti bambini che vanno vestiti con stracci, che a Natale non si aspettano giocattoli, ma la possibilità di mangiare un pezzo di carne e una cioccolata. Una signora che lavora come bidella in una scuola raccoglie i panini che i ragazzi lasciano in giro, taglia via la parte rovinata e il resto lo da a chi non ha da mangiare.
Ho bisogno non solo dell’aiuto dei tuoi benefattori, ma anche delle loro preghiere perché trovi il tempo e il coraggio di riprendere quest’attività che richiede impegno e pazienza. Una ragazza durante il catechismo disse che se il Signore esistesse veramente si ricorderebbe anche dei poveri e non lascerebbe che come loro prospettiva futura abbiano solo la certezza della povertà. Provai a dirle, tra le altre cose, che anche il Signore ha fatto esperienza di una sua povertà. Ora egli va incontro ai poveri, ma vuole essere aiutato e l’aiuto glielo diamo ognuno di noi con la nostra carità quando cerchiamo di fare in modo che tutti abbiano non il sovrappiù, ma il necessario per vivere. Se non mi impegnassi almeno un po’ in questo senso tutte le mie parole che dissi a quella ragazza sarebbero false.
So che il Signore da bambino ha avuto bisogno di una madre che lo assitesse e da adulto, sulla croce, ha avuto bisogno di una madre che lo consolasse anche con la sua presenza. Sembra che anche il Padre ha bisogno di noi per realizzare i suoi progetti.
Ricordo con affetto i tuoi benefattori anche se non li conosco. So che il mio affetto vale poco. Importante che sia il Signore, nato a Betlemme, a ricordarsi di loro. Ciò che mettiamo nelle sue mani è un tesoro sicuro che non si corrompe.
Mi scuso se non ti scrivo una lettera poetica, commovente e teologica. Non sono un poeta e dopo aver molto sognato, mi limito a guardare la realtà, lasciando la poesia per altre occasioni.
Ai tuoi benefattori di semplicemente grazie e augura loro un Natale che porti soprattutto la pace, la serenità e la speranza di Cristo a loro e alle loro famiglie.
Buon Natale anche a te.
Vincenzo